Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for novembre 2008

 

notturno-bus1

 

Un film di Davide Marengo. Con Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea, Ennio Fantastichini, Francesco Pannofino, Roberto Citran, Iaia Forte. 

Commedia, durata 104 min. – Italia 2007.

 

 

Sulla scia dei Manetti Brothers, riagganciandosi ai cosiddetti ‘film di genere’, Marengo porta sullo schermo un romanzo di Giampiero Rigosi (qui co-sceneggiatore insieme a Fabio Bonifaci) e da vita ad un film a metà tra il b-movie ed il noir, ricco d’influenze che vanno dall’action movie al grottesco venato di violenza ‘pulp’.

Protagonisti della vicenda troviamo Leila – una Giovanna Mezzogiorno piuttosto convincente – scaltra ladra professionista coinvolta in un gioco più grande di lei, e Franz – un Mastandrea splendidamente e volutamente sottotono – autista di bus notturni normalmente vile e incapace di bluffare, trascinato in gioco più grande della sua stessa vita.

In una Roma notturna, sottolineata da note di blues e illuminata da fredde luci al neon, i due si ritroveranno perennemente in fuga, a causa dell’inconsapevole furto di un microchip dal valore inestimabile. La storia, dinamica e incalzante, guidata con freschezza e sapienza e arricchita da un cast di tutto rispetto (dall’eccessivo Pannofino all’immenso Ennio Fantastichini) regala momenti davvero interessanti e godibili.

Pur contenendo qualche difetto di sceneggiatura, che provoca discontinuità nel ritmo, ha il merito di essere un prodotto un po’ fuori dagli schemi, una boccata d’ossigeno nello scenario spesso desolante del cinema italiano. Sicuramente un’opera prima incoraggiante, e i titoli di coda, sulle note de La paranza di Daniele Silvestri, fanno uscire dalla sala con il sorriso.

Annunci

Read Full Post »

Wall-e

wallelocandina

 

Regia di Andrew Stanton. Genere: Animazione, produzione USA, 2008. Durata 97 minuti circa. 

 

Dopo la storia del topolino che voleva diventare un cuoco (Ratatouille, 2007), la Pixar torna a stupire e ad incantare con le avventure di un piccolo robot spazzino, unico abitante di una Terra ormai invasa dalla spazzatura. Insieme ad uno scarafaggio come unica compagnia, Wall-e passa le sue giornate a compattare rifiuti, sistemandoli in modo da comporre alti grattacieli, e a raccogliere e collezionare oggetti dalle forme o dagli utilizzi che lo incuriosiscono. La sua solitudine viene interrotta dall’arrivo della robot Eve, un futuristico valutatore di vegetazione extra-terrestre, della quale Wall-e si innamora. Trovata una piantina (donatale da Wall-e), Eve conclude la sua missione e viene recuperata dalla sua astronave, seguita dal suo innamorato. Arrivati sull’astronave Axiom, alla continua ricerca della sua Eve, Wall-e incontrerà un’umanità vittima dell’obesità ed inconsciamente oppressa da un estremo consumismo, costantemente controllata da una sorta di Grande Fratello (la Multinazionale Buy’N’Large che, grazie al potere economico, è arrivata anche al potere politico). Se la prima parte del film, praticamente priva di dialoghi e sostenuta da una colonna sonora ricca di musica (spesso tratta dal musical del 1969 Hello, Dolly!, diretto da Gene Kelly) e suoni è poeticamente riuscita, la seconda parte, con la lotta dei robot per la liberazione degli umani intrappolati in uno stile di vita malsano, risulta un po’ meno accattivante e più convenzionale. Molto piacevoli, ad ogni modo, le citazioni cinefile di cui è ricco il film: dai richiami a Tempi Moderni di Charlie Chaplin, in cui si descrive l’alienazione dovuta alla ripetizione meccanica degli stessi identici gesti, alla strizzata d’occhio a 2001: Odissea nello spazio di Kubrick, nella lotta tra il comandante dell’astronave Axiom e il pilota automatico AUTO. Se la realizzazione del film lascia lo spettatore sempre più meravigliato di fronte ai progressi della Pixar nel campo dell’animazione, la morale risulta piuttosto immediata: l’umanità rischia il disfacimento a causa dell’eccessivo consumismo e del totale disinteresse per la natura; per tornare a vivere c’è bisogno di spirito di sacrificio, coraggio, combattività e amore. La novità di Wall-e, però, non sta tanto nel messaggio che vuole trasmettere, quanto nel modo in cui lo trasmette: attraverso due piccoli robot che, nonostante appaiano come fredde masse di circuiti e metallo, riescono a farci riscoprire il calore e l’emozione di una mano stretta in un’altra.

 

Da vedere fino alla fine dei titoli di coda, che sulle note di Down to Earth cantata da Peter Gabriel prolungano l’incanto.

Read Full Post »