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Archive for febbraio 2009

happy-go-lucky

 

Un film di Mike Leigh. Con Sally Hawkins, Alexis Zegerman, Eddie Marsan, Andrea Riseborough, Samuel Roukin, Kate O’Flynn, Sarah Niles, Trevor Cooper, Philip Arditti, Jack MacGeachin, Oliver Maltman, Caroline Martin, Stanley Townsend. Genere: Commedia, colore 118 minuti. – Produzione: Gran Bretagna 2008. – Distribuzione: Mikado.

A distanza di quattro anni dal suo ultimo film (Il segreto di Vera Drake), il regista britannico Mike Leigh torna a raccontare le donne con il suo inconfondibile stile, fatto di humor e di disincanto. Questa volta ci parla di Pauline (Sally Hawkins), detta Poppy, allegra maestra elementare, che ama le serate in discoteca con le amiche del cuore, gli stivali con i tacchi alti ed il flamenco, e che vive la sua vita con gioioso ottimismo. Ci si rende conto fin da subito di come Poppy guardi alla vita: appena uscita da una libreria nel centro di Londra si rende conto che le hanno rubato la bicicletta, e la sua reazione è solo un dispiaciuto ‘Non ho nemmeno potuto dirle addio!’. Decide così di prendere lezioni di guida, e i botta e risposta con il burbero istruttore Scott (Eddie Marsan) offrono allo spettatore momenti di autentico divertimento (da ricordare, in questo senso, il dialogo relativo al ‘triangolo degli specchietti retrovisori’).

Divisa tra le lezioni a scuola, le lezioni di guida e quelle di flamenco, Poppy sembra aver raggiunto un equilibrio e una felicità straordinari, eppure non è una persona con la testa per aria: quando nella sua scuola nota il comportamento aggressivo di un bambino nei confronti dei suoi compagni, interviene subito cercando di comprenderne i motivi e facendosi aiutare da un assistente sociale. Il tutto sta a sottolineare come Poppy sia sempre e comunque in profondo contatto con ciò che le succede intorno, cercando di viverlo e di capirlo fino in fondo, estrapolando quel che di buono può esserci in esso ed imparando dagli eventi negativi (come, ad esempio, nell’incontro con il mendicante alienato).

Interpretato da una magnifica Sally Hawkins (vista in Sogni e delitti di Woody Allen, 2007), il personaggio di Poppy non risulta mai eccessivo o macchiettistico, ma sempre spontaneo e vitale in modo naturale; per questo ruolo, l’attrice britannica ha vinto l’Orso d’argento come migliore interpretazione femminile al Festival di berlino del 2008 e un Golden Globe come migliore attrice protagonista. Ottimo anche il resto del cast, da Eddie Marsan, burbero e nevrotico istruttore di guida, in realtà bisognoso di affetto, alla migliore amica Zoe (Alexis Zegerman), disincantata e pungente, arrivando all’insegnante di flamenco con (passati, ma ancora persistenti) problemi coniugali.

Con questo film, Mike Leigh esplora ancora una volta il vasto universo femminile, raccontandone il lato gioioso e ‘spensierato’  Il sorriso tutto denti di Poppy, i suoi salti sul tappeto elastico, la sua ostinazione a voler guidare con stivali inadeguati e la sua contagiosa allegria accompagnano lo spettatore attraverso una Londra non più grigia e triste, ma solare e colorata, facendogli passare due ore di allegra e travolgente vitalità.

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the-millionarie

 

Un film di Danny Boyle. Con Dev Patel, Anil Kapoor, Freida Pinto, Madhur Mittal, Irfan Khan. 

Titolo originale Slumdog Millionaire. Commedia, durata 120 min. – Gran Bretagna, USA 2008. – Lucky Red

 

Jamal Malik è un giovane ragazzo cresciuto negli ‘Slum’ di Bombay, i quartieri più poveri e degradati dell’India; sopravvissuto insieme al fratello maggiore Salim alle avversità della sorte con ogni mezzo e con grande inventiva, tira avanti a campare portando il tè in un call center. Almeno fino a questo momento. Infatti, Jamal è ad un solo passo dal vincere venti milioni di rupie al famoso gioco – nell’edizione indiana – “Chi vuol esser milionario”. Sospettato di aver truffato il gioco, Jamal viene arrestato e brutalmente interrogato. Il racconto che farà ai suoi carcerieri ripercorrerà, domanda per domanda, singoli ed importantissimi istanti indelebilmente scritti nella sua vita, che lo condurranno verso Latika, il suo unico grande amore.

 

Danny Boyle, reduce dagli spazi siderali di Sunshine (2007), mostra di essere rimasto affascinato dall’India e dalla misteriosa alchimia di suoni, luci, colori e odori che stordiscono quanti l’hanno visitata. E lo fa firmando un film denso di colori e di musica, raccontando ancora una volta la storia di una magnifica ossessione. Jamal fa di tutto per ritrovare il suo amore perduto, e anche la vincita che cerca di ottenere è interamente votata al ritrovamento di Latika.

 

In contrapposizione a Jamal, personaggio buono e positivo, troviamo invece Salim, il fratello maggiore, che ha scelto il riscatto dalla miseria intraprendendo la strada del crimine. Salim è comunque un criminale di buon cuore, unito al fratello nella sorte e in cerca di riscatto. Da questo punto di vista, risulta chiara la volontà di Boyle di sottolineare le grosse discrepanze che a tutt’oggi segnano gli abitanti dell’India: c’è chi ha tutto (la minoranza), e chi si deve ingegnare per tirare avanti (a questo proposito, colpiscono e fanno sorridere le idee attuate da Jamal e Salim per racimolare del denaro). Anche chi riesce a smuovere questo ingiusto ed immutato stato di cose, però, risulta essere vittima del sistema: vedi il conduttore del gioco, che infastidito dal successo di Jamal e dalla sua inaspettata possibilità di riscatto sociale, lo inganna finendo per farlo arrestare.

 

Ma il personaggio che fa muovere l’intera vicenda è la dolce e fragile Latika, bisognosa di essere liberata dalla protezione di un pericoloso criminale, ma comunque ‘terzo moschettiere’, tassello mancante e disperatamente ricercato dal protagonista ed elemento femminile che esalta le imprese e la forza dei personaggi maschili.

 

Sulle note del compositore indiano Allah Rakha Rahman, immerse in una fotografia dai toni caldi, risucchiate da un montaggio a volte frenetico, a volte estatico, le vicende di Jamal, eroe positivo in un mondo in cui la negatività e i soprusi sono regole di vita, affascinano lo spettatore, trascinandolo nell’ennesima grande ossessione da inseguire ad ogni costo, ed il cui ritrovamento – dall’autografo di una stella del cinema al nome del terzo dei Tre moschettieri – era scritto nelle pagine della sua vita. 

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