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Archive for gennaio 2010

A Serious Man

Un film di Joel Coen, Ethan Coen. Con Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Adam Arkin .

Commedia, durata 105 min. – USA, Gran Bretagna, Francia 2009

Il film si apre su uno shtetl, un antico villaggio ebraico, in cui una moglie ed un marito si trovano a dover affrontare un dybbuk, uno ‘scambiato’, uno spirito posseduto. E con un ammonimento: ricevete con semplicità ciò che vi viene dato dalla vita.

Un secolo dopo, in una anonima città del midwest, Larry Gopnik, docente universitario di fisica in attesa di una cattedra, si trova a dover affrontare un problema dopo l’altro: la moglie non lo ama più, e chiede un divorzio rituale per potersi risposare nella fede con il pomposo collega Sy Ableman; il figlio, prossimo al Bar mitzvah, fuma spinelli e ascolta musica durante le lezioni; la figlia pensa solo a lavarsi i capelli e gli spilla soldi dal portafogli per potersi rifare il naso; il fratello, parcheggiato in pianta stabile a casa sua, tiene un diario sul calcolo delle probabilità che lo porterà ad avere guai con la legge; uno studente tenta di corromperlo per poi minacciarlo di diffamazione. Travolto da questa serie di spiacevoli eventi, l’ordinario Larry cercherà il modo giusto per affrontarli chiedendo aiuto a tre rabbini.

I fratelli Cohen affondano il loro implacabile sguardo in una comunità ebraica di fine anni sessanta, mostrando ancora una volta personaggi ordinari alle prese con eventi straordinari: come il Dude de Il grande Lebowski, il Larry Gopnik interpretato da Michael Stuhlbarg viene scosso nella sua radicata apatia da una serie dietro l’altra di spiacevoli situazioni. I registi si divertono ad inserire il pacato Larry in contesti totalmente estranei al suo essere, ribaltandone con spietata ironia le aspettative (come, ad esempio, l’inaspettata morte di un avvocato che deve finalmente decidere le sorti della delimitazione della sua proprietà). La libertà e le semplici aspirazioni del protagonista riescono a prendere forma solo nelle divertenti sequenze oniriche, anch’esse, però, bruscamente interrotte da epiloghi per nulla incoraggianti. Il percorso formativo di Larry per diventare un mensch, un uomo serio, farà luce sui grandi limiti suoi e della realtà che lo circonda: una vita perfetta e una solida felicità sono difficili da raggiungere ed impossibili da ottenere. Sul possibile happy ending, infatti, incombe la telefonata di un medico ed il progressivo scatenarsi di un uragano.

Il significato ultimo di A serious man non è immediatamente comprensibile: il dialogo in yddish che si scioglie nelle note di Somebody to love dei Jefferson Airplane del prologo, per poi ritornare convertito nei versi rock dello stesso gruppo nelle parole del rabbino Marshak nell’epilogo, chiudendo così un simbolico cerchio, moltiplica i dubbi nello spettatore.

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