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Archive for dicembre 2011

The artist

Un film di Michel Hazanavicius. Con Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell.  Drammatico, durata 100 min. – Francia 2011 – Bim

George Valentin è una stella del cinema muto nella Hollywood del 1927: il pubblico lo adora e i suoi film, una combinazione tra avventura e romanticismo, registrano sempre il tutto esaurito. Peppy Miller è un’aspirante attrice che, per un caso, finisce sulla copertina di ‘Variety’ abbracciata a Valentin e, subito dopo, sul set dell’attore come ballerina. E’ l’inizio dell’ascesa per Peppy, che grazie all’avvento del sonoro diverrà una stella, mentre George Valentin, legato al cinema muto, verrà subito dimenticato.

Nell’era cinematografica del 3D e degli effetti speciali, il regista francese Michel Hazanavicius decide di andare in controtendenza proponendo al pubblico un film muto e in bianco e nero, ambientando la storia nel periodo cinematografico di transizione che avrebbe portato allo spettatore la meraviglia di un film sonoro e contestualizzando così la propria scelta. Scenografia, colonna sonora e comparse sono tutte al servizio della volontà registica di raccontare una storia semplice ma con modalità inusuali e decisamente anacronistiche, facendo così riscoprire al pubblico il gusto per la recitazione: grazie ai due protagonisti, Jean Dujardin (premiato al festival di Cannes 2011 con la Palmad’oro per il Migliore attore) e Bérénice Bejo, l’interpretazione dei due personaggi risulta sempre espressiva senza cadere mai nella caricatura. Ottimo anche il supporto dei comprimari, da John Goodman, produttore senza scrupoli, a James Cromwell, fedele autista e tuttofare, passando per il gustoso cammeo di Malcolm McDowell (nel ruolo di una comparsa) fino ad arrivare a Penelope Ann Miller, che grazie all’interpretazione della moglie di Valentin, Doris, rimanda alla sequenza della ‘colazione’ di Quarto Potere (1941), anticamera del fallimento matrimoniale. Riportando alla mente Cantando sotto la pioggia (1952) di Stanley Donen per l’ambientazione e il soggetto (anche in questo film un attore famoso deve fare i conti con il passaggio dal muto al sonoro), Hazanavicius vince la sfida con lo spettatore riuscendo ad emozionarlo e a divertirlo con pochi particolari tecnici utilizzati sempre al servizio della storia: il sonoro che irrompe nella vita del protagonista – dove una piuma che tocca terra può causare un rumore lacerante – anticipando in una sequenza onirica il suo destino; le sabbie mobili che ingoiano Valentin nella sequenza finale del suo ultimo film muto, mentre le lacrime di Peppy sottolineano la fine della sua celebrità; le minuscole visioni che appaiono a Valentin, mentre annega i dispiaceri nell’alcol: ogni particolare, ogni inquadratura, ogni gesto nella recitazione è utilizzato per rendere omaggio alla Hollywood di fine anni Venti, in questa pellicola che è un vero e proprio salto indietro nel tempo.

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