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Archive for the ‘Il caso’ Category

Antichrist

Un film di Lars von Trier. Con Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg. Drammatico durata 100 min. – Danimarca, Germania, Francia, Italia, Svezia, Polonia  2009. – Lucky Red – VM 18

Dopo l’approccio non convenzionale con la commedia ne Il grande capo (2007), il regista danese Lars von Trier torna a parlare del rapporto tra uomo e donna. Mentre lui e lei (Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg), marito e moglie, consumano un amplesso in preda alla passione, il loro bambino esce dal lettino, si sporge dalla finestra per guardare la neve e cade perdendo la vita. Dopo un mese, lei non riesce ancora a riprendersi dalla tragedia e lui, psicoterapeuta, decide di prenderla in cura, anche se questo infrange le regole della deontologia professionale. Isolati in una casa di montagna (indicativo in questo senso il nome datole, ‘Eden’), la coppia affronterà il lutto tra tentativi di terapia e sinistri presagi, fino al tragico epilogo.

L’ultimo film di Trier è sicuramente il più duro come impatto emotivo (e visivo): in un tentativo di terapia personale trasposta sul grande schermo, il regista svela senza filtri il suo rapporto e la sua visione sul sesso femminile: il personaggio di Dafoe altri non è che lo stesso Trier, diviso tra la volontà di comprenderlo e la consapevolezza che esso è unicamente portatore di insensatezza e di distruzione. Sono costanti i richiami che vanno dalla natura malvagia – ovviamente intesa come figura femminile, madre terribile e creatura satanica –  all’argomento di tesi a cui lavora il personaggio della Gainsbourg, il ginocidio, in cui la persecuzione delle donne viene però riletta in chiave di giustizia epurativa.

Ogni immagine della natura proposta da Trier ha in sé qualcosa di evocativo e di terribile: la natura è malvagia (l’aquila che smembra il pulcino caduto dal nido), insensibile (il capriolo che procede tranquillamente nonostante il cucciolo abortito), e autodistruttiva (la volpe che si dilania da sola); il regista trasporta questa visione apocalittica nella figura femminile, cercando prima una via di salvezza nella terapia per poi arrendersi all’impossibilità della comprensione, arrivando alla sua neutralizzazione attraverso la negazione del piacere, intesa come punizione e purificazione catartica.

Perfetto a livello tecnico, a partire dalla limpida fotografia, spesso virata in bianco e nero, Antchrist evidenzia due belle e coraggiose prove da parte della Gainsbourg e di Dafoe, proponendo ancora una storia dai contenuti forti, spiazzanti e spesso scioccanti, in uno dei film più difficili e personali del regista.

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