Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Invisibili’ Category

Panico al villaggio

Un film di Stéphane Aubier, Vincent Patar. Con Stéphane Aubier, Jeanne Balibar, Nicolas Buysse, Véronique Dumont, Bruce Elliso. Titolo originale Panique Au Village. Animazione, Ratings: Kids, durata 75 min. – Belgio, Lussemburgo, Francia 2009 – Nomad Film

 

E’ il 21 giugno e nel villaggio chiamato Villaggio è il compleanno di un cavallo che si chiama Cavallo; i suoi imprevedibili amici (nonché coinquilini), un cowboy di nome Cowboy e un indiano di nome Indiano, decidono di regalargli un barbecue ma, a causa di una errore, invece dei 50 mattoni necessari a costruirlo ne vengono ordinati milioni. La situazione precipita quando la casa di Cavallo viene distrutta e, nel tentativo di ricostruirla, degli imprecisati ladri notturni rubano ripetutamente le nuove mura: ne accadranno di tutti i colori.

Basato sull’omonima serie tv belga, molto popolare in Francia e perfino in Inghilterra, presente nella Selezione ufficiale al Festival di Cannes 2009 e vincitore del Platinum grand prize al Future festival di Bologna 2010, l’opera dei due animatori belgi Aubier e Patar si presenta fin da subito allo spettatore senza alcun collegamento logico e, per questo motivo, totalmente imprevedibile. L’unico appiglio dato allo spettatore è la data, il compleanno di Cavallo (doppiato da Massimo Lopez), che segna anche l’inizio dell’estate, la stagione per eccellenza in cui i bambini scatenano la propria giocosa creatività. Ed è proprio questa la sensazione che si ha guardando Panico al villaggio: sembra infatti di assistere al gioco di un gruppo di bambini che manipolano i personaggi (tutti rigorosamente dotati di ‘base’ erbosa, tranne quando non hanno i piedi a terra), dirottandoli verso una serie di avventure inattese ed esilaranti dove l’impossibile diventa reale. In questo modo, che si trovi al centro della terra, pericolosamente in bilico su un fiume di lava incandescente, o che si trovi nelle profondità inesplorate di Atlantide (a cui si accede direttamente dallo stagno), Cavallo può essere contattato comunque da Madame Longrée (l’insegnante di musica di cui è segretamente innamorato) per le lezioni di pianoforte. Interamente girato in stop-motion, Panico al villaggio  presenta un contadino che manda i suoi animali a scuola di musica- e, all’occorrenza, utilizza mucche e maiali come armi non convenzionali – un casello della polizia che si trasforma in una fortezza inespugnabile, una mamma-mostro marino che prepara frittelle ovunque si trovi (anche a testa in giù) e un gruppo di scienziati pazzi e fisicamente pericolosi (chi ha detto che una persona più è intelligente più è debole?) che si diletta a lanciare palle di neve per mezzo di un pinguino gigante robot. Nessuna logica, nessuno schema, ma nella narrazione potenzialmente infinita (se ogni cosa può succedere, l’elenco di combinazioni può davvero essere inesauribile) c’è comunque spazio per i sentimenti, dall’amicizia (il trio Cavallo, Cowboy e Indiano, che nonostante le rispettive incoerenze rimangono uniti fino alla fine) all’amore (il sentimento tra Cavallo e Madame Longrée) alla disperazione (le lacrime di Janine quando il suo Steven viene ingiustamente incarcerato). Sviluppato in un ritmo serratissimo, esplorando le profondità del non-sense, allo spettatore poco predisposto il film di Aubier e Patar potrebbe risultare esageratamente caotico ed esasperante. Per tutti gli altri, al contrario, si prospettano 75 minuti di puro, folle ed innocente divertimento.

Annunci

Read Full Post »

Un film di Kevin Smith. Con Seth Rogen, Elizabeth Banks, Traci Lords, Jason Mewes, Betty Aberlin, Jeff Anderson, Justin Long. Commedia, durata 102 min. – USA 2008.

Zack e Miri sono ex compagni di scuola che condividono da anni lo stesso appartamento; amici per la pelle, si ritrovano senza acqua, senza luce e sommersi dai debiti. Decidono così di girare un film porno per poter pagare le bollette, ma l’esito sarà decisamente diverso dalle loro aspettative.

In America, il titolo di questo film ha creato non pochi problemi a Kevin Smith: la presenza della parola ‘porno’ al suo interno ha contribuito a bloccarne la promozione, ritenendo la stessa locandina inadatta ai minori. La cosa buffa è che nei veri e propri film hardcore, parole come ‘porno’ o ‘pornografia’ non compaiono mai; viene in mente un film del 1999 del regista belga Frédéric Fonteyne dal titolo Une liaison pornographique (distribuito in Italia con il titolo più rassicurante di Una relazione privata), in cui la pornografia c’entrava ben poco ed il sesso era collaterale al vero obiettivo della storia.

Se nel film di Fonteyne i protagonisti vivevano una storia drammatica, in questo film Kevin Smith propone una commedia sentimentale colorandola con toni  hardcore; il risultato è spesso esilarante, e questo è dovuto specialmente ai protagonisti (Seth Rogen, trasandato e sottotono, e Elizabeth Banks, decisamente autoironica) e in generale ad un cast davvero azzeccato (a parte gli ormai ‘registicamente’ consolidati Jeff Anderson e Jason Mewes, menzione speciale ad un divertentissimo Justin Long). Pur rappresentando un piacevole intrattenimento, Zack and Miri make a porno contiene diverse pecche che, purtroppo, lo collocano lontano dagli indimenticabili risultati di Clerks (1994). Kevin Smith sembra non essere riuscito a scrollarsi di dosso un certo sentimentalismo adolescenziale: nella scena della festa degli ex alunni, si può notare l’infantile voglia di rivalsa di Miri nei confronti del bellone della scuola, che negli anni passati la tormentava prendendola in giro (comicamente devastanti, in questo senso, i risvolti di questa tattica), mentre Zack (come ai loro tempi Dante e Randall in Clerks) è incastrato in un lavoro senza sbocchi e senza futuro in una caffetteria ai margini di un centro commerciale.

La scena della prima volta insieme dei due personaggi, poi, è costruita in modo da risultare più romantica possibile:  la fotografia calda ed avvolgente, la musica  trascinante (Hold me up dei Live, incredibilmente assente nella soundtrack del film), lo sguardo dei due protagonisti che si perde l’uno dentro l’altro, fanno già intuire dove andrà a parare il resto del film. Scontatezze del soggetto a parte, sono presenti almeno due buchi di sceneggiatura: che fine fa Mr. Surya (Jerry Bednob), lo scontroso proprietario della caffetteria che appare solo all’inizio? E, soprattutto, come mai un uomo così sospettoso non si cura di vedere che fine fa la videocamera di sorveglianza che ha installato per tenere sotto controllo i suoi dipendenti?

Nonostante queste incongruenze a livello di sceneggiatura, il montaggio (curato dallo stesso Kevin Smith) e la fotografia (David Klein riesce a rendere davvero apprezzabile Pittsburgh sotto la neve) risultano molto buoni; tralasciando ugualmente il sentimentalismo di fondo, Zack and Miri make a porno mantiene la promessa di divertire, grazie all’ironia dei personaggi e alla divertente vitalità con cui vengono messe in scena le loro vicende e la loro voglia di riscatto (cosa che fa venire in mente il finale di Clerks II – 2006). Da non perdere le ultime spassose scene inserite nei titoli di coda.

Read Full Post »